Design italiano


La storia


 

Il primo debutto avvenne in pieno miracolo economico.

Finalmente nell'Estate del 1957 la vettura era pronta.

Il nome: "Fiat Nuova 500" (per differenziarla dalla 500 originaria, ovvero la Topolino) e per certi versi era realmente una vettura nuova. Innanzitutto il design: in 2 metri e 97 cm, Dante Giacosa riuscì a realizzare una carrozzeria proporzionata, originale e moderna: una specie di ovetto con un esile tettino in tela tanto geniale che gli valse il premio "Compasso d'Oro 1959", onorificenza dedicata al design industriale.

La storia di questo "ovetto" è la storia dell'Italia del secondo dopoguerra. Di un paese che, stanco degli stenti di un conflitto mondiale in cui si era cacciato suo malgrado, retoricamente "sognava l'America". Era semplicemente l'inseguimento di un sogno di benessere diffuso, di tranquillità sociale, che in quegli anni finalmente faceva capolino. È in questo contesto che la 500 si affaccia sul mercato: su un mercato fatto di "proletari" che sognavano di pensionare la "Vespa" per una vera quattro ruote e di una borghesia che pian piano, dopo essersi fatta la "millecento", cercava una macchinetta per far muovere il rampollo neopatentato. Un quadretto dalle tinte pastello, come le illustrazioni che riempivano le riviste del tempo, dalle cui pagine in quell'Estate del '57 la Nuova 500 si fece conoscere al grande pubblico.

È l'epoca della conquista dello spazio, come del resto, con la 500, si assiste alla conquista della mobilità in Italia.

Dal 1957 la 500 al '72 è stata la Fiat più venduta. In 18 anni di carriera, dal 1957 al 1975, ne sono state prodotte 3.893.294 unità. La Fiat 500 è un mito che fa parte della storia dell'Italia. Ma le sue radici affondano ancora più lontano, i primi disegni sono del '36 ed era più nota come Topolino, la prima auto popolare italiana e la più piccola al mondo. Un modello totalmente diverso dal punto di vista tecnico. Quella del '57 ha carrozzeria autoportante, motore posteriore e raffreddato ad aria (il primo della Fiat), quattro ruote indipendenti. Lascerà un segno indelebile che vive ancora oggi, con circa 400 mila vetture che circolano in tutta la penisola.

Ci sono auto passate alla storia per le innovazioni di cui sono fatte portatrici, altre invece vanno ricordate per come sono riuscite a divenire parte integrante della vita di tutte  le persone che le hanno utilizzate e di tutte quelle che per riflesso ne hanno subito le influenze nel quotidiano.